Viaggio nel Salento - il realismo pittorico di Stefano Tamburini


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l'intervista

La struttura della presente intervista è stata concepita sulla base dei quesiti più stimolanti pervenuti al mio sito via social.


Studio: via Verona, 1 - Lecce

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Quanto tempo impiega per realizzare una sua opera?

Il tempo impiegato, non è l'elemento più importante, un opera può essere portata a compimento in tempi brevissimi, un paio di giorni, o richiedere un tempo maggiore ... sette, otto giorni.


Quali sono i colori prevalenti della sua tavolozza?

Non vi sono colori prevalenti, ogni colore ha la sua valenza e la loro scelta dettata da esigenze descrittive non ne esclude il linguaggio: L'ombrosa quiete del verde cadmio, la lucente aura del giallo primario e paglierino, la fiera vitalità del borgogna e del vermiglio, la rigogliosa forza del carminio e del terra di Siena, l'estensione, la profondità del cobalto, del turchese e del blu ultramarino e poi ... il nero che delinea i contorni, armonizza i contrasti, regola con forza i volumi impedendo la resa di un'immagine slavata e inconsistente.


Colpisce nelle sue tele il cromatismo pulito, la levità e freschezza del tratto. Cosa può dirci della sua tecnica pittorica ?


Il bagaglio tecnico di un artista amplia le sue possibilità espressive. Pertanto, a mio avviso, la tecnica pittorica non deve mai essa stessa costituire un limite ma adattarsi alle esigenze dell'opera e del momento creativo.
La mia coerenza stilistica non è dovuta ad una particolare tecnica ma al desiderio e all'idea che regola il mio modo di lavorare.
Nella fase preparatoria faccio numerose escursioni, studi fotografici di dettagli ambientali soprattutto rocce ed altri elementi naturali per valutarne la reale consistenza e colorazione e riprese filmate che rivedo a casa in attesa che l'analisi e la percezione sedimenti, divenga visione soggettiva dandomi l'impulso e l'entusiasmo iniziale.
Preferisco un supporto rigido come il cartoncino telato perché mi permette di utilizzare liberamente più strumenti: carboncino, pennelli, anche le dita ...... e poi le spatole, che prediligo perché consentono di mantenere integro il colore. Raramente uso la tela non rinforzata che tratto con la biacca per ottenere una superficie piana e levigata su cui stendere più agevolmente i colori.
Nella prima stesura uso gli acrilici per il cielo e le campiture ampie o quando voglio che la tela asciughi rapidamente, poi copro con l'olio che dà maggior pathos e atmosfera ed è estremamente duttile nel chiaroscuro. Per dare maggior vivacità e freschezza al dipinto e anche per esigenze salutistiche ricorro ai colori all'acqua (atossici) anche se stemperano con difficoltà e sono incompatibili in abbinamento con l'olio. Dipingo direttamente appuntando appena qualche segno a carboncino o a matita La prospettiva e i volumi li ho già in mente perché di solito "vedo" l'opera finita. Per questo ho necessità di lavorare rapidamente e se qualcosa mi distoglie sono costretto ad abbandonare la realizzazione per mesi o comunque a procedere passo passo in una lenta ricostruzione dell'idea iniziale. Solo se la scena da ritrarre è ricca di manufatti lo schizzo diviene molto più dettagliato.
Una caratteristica costante del mio metodo è iniziare dalla prima stesura del cielo mentre lo sfondo e il primo piano si alternano e rinforzando gradualmente il loro rapporto prospettico rendono persistente la rappresentazione mentale della scena.
Merita infine di essere menzionato quale parte integrante del metodo l'ascolto di particolari brani di musica classica e soprattutto di alcune colonne sonore di Ennio Morricone.
Credo che un artista non sia sempre consapevole delle soluzioni tecniche che adotta di volta in volta e che le costanti del suo modus operandi possano essere estrapolate più agevolmente da altri tramite l'osservazione.


Cos'è l'Arte e cosa vuol dire essere un artista?


Difficile, se non impossibile darne una definizione univoca ed esaustiva.
Per me l'Arte rappresenta il trait d'union tra spiritualità e conoscenza.
l'Arte accede a quella regione dello spirito dove i moti del sentimento e le dicotomie del pensiero non sono che qualità dell'Oggetto, della Natura e del Cosmo. Essa è energia vitale e Verità, quel pulviscolo di Verità, Bellezza e Armonia insito nell'esperienza creativa che ogni espressione artistica riporta nell'alveo della consapevolezza e della conoscenza.
L'arte è il profumo del Tempo individuale e collettivo. Nei primitivi e nei bambini essa è talmente carica di energia vitale da sembrar loro magica.
L'artista, nella concezione della sua opera abita una terra di confine per ricordare a se e all'umanità "adulta"e "differenziata"quanto l'Arte sappia magicamente far rivivere le emozioni, i significati e i simboli delle idee che l'hanno generata.


Con il suo realismo e il forte attaccamento alle sue radici ambientali Lei appare un po' in disparte rispetto alle attuali tendenze dell'Arte contemporanea. Non teme l'isolamento ?


Non ha molta importanza cosa un artista sceglie di rappresentare. Il soggetto di un opera d'arte è l'elemento seduttivo esteriore ma il suo valore, la sua attualità risiede nel messaggio che egli esprime secondo le sue capacità tecniche ed il suo talento.
Oltre a testimoniare il mio sentimento d'appartenenza, le mie radici, il Salento, i suoi luoghi simboleggiano la possibile alternativa all'omologazione culturale con cui la nascente società multietnica sembra voler fronteggiare la diffidenza imponendo all'altro il proprio retaggio culturale o al contrario vestendo l'abito mentale e culturale altrui. Il mare che in un reportage apparirebbe meraviglioso e scontato è un "assoluto". Come l'uniformità del paesaggio tipico di questa Terra esso ha che fare con l'orizzonte fisico e apre quello mentale della comprensione, della tolleranza e del rispetto per la diversità.


Non temo l'isolamento ... esiste una struttura completamente immersa nel flusso delle istanze psichiche globali, ed è grazie a questa interconnessione costante che possiamo percepire e successivamente agire le intenzionalità profonde di tale movimento.


Un po' come la rete internet ...


Esattamente ... tutti potremmo avere accesso alla "rete" al suo flusso continuo di contenuti ai quali aggiungere i nostri ... ecco ... i "nodi" di tale rete sono in primo luogo gli artisti, per i quali la ricettività verso i messaggi provenienti dal microcosmo interiore costituisce uno strumento di lavoro e poi tutti coloro che uscendo di casa la mattina guardano il cielo non solo per sapere se devono portare con sé l'ombrello, tutti coloro ai quali la vita lascia tempo e spazio per una dimensione riflessiva, qualunque sia la direzione dello sguardo all'interno o all'esterno ... ma oltre la loro contingenza.


Dunque l'artista si fa portavoce delle istanze provenienti dall'ambiente psichico generale e ne agisce prima di altri le intenzionalità?


No ... l'azione attiene alla sfera del potere. L'Arte non è al potere perché l'azione, fase risolutoria e conclusiva, contamina l'ascolto ... la ricezione del messaggio. Senz'altro l'artista agisce i contenuti nel privato ma la sua funzione "sociale" è quella di effettuare e consegnare alla trasmissione culturale una particolare indagine conoscitiva. Egli affina la sua sensibilità e le sue doti espressive affinchè il messaggio tramite la sua valenza umana ed artistica sia il più fedele ed intellegibile per i suoi simili e ad ogni modo in virtù di tale similarità esso diviene sempre intellegibile, riconosciuto e capito perché divenga cultura, politica, economia ... Questo è il "potere" dell'Arte, la sua ragion d'essere.

... mentre il confronto interculturale, il bisogno di armonizzare il dialogo inter-religioso, la pace e l'ecologia non sono temi che rivestano un particolare carattere di novità connota il messaggio, nient'affatto isolato nell'Arte contemporanea, dell'obbligatorietà ed urgenza di una scelta in positivo ...



Nelle sue opere la Natura torna ad essere riconosciuta come componente istintiva ed emozionale dell'animo umano, come si colloca questa tendenza stilistica verso l'autenticità e l'armonia in un ambiente globale disomogeneo e saturo di stimoli contraddittori?


La tendenza che lei dice informa l'Arte sin dai primi graffiti con cui l'uomo rappresentava il suo ambiente. Con la consapevolezza dello scollamento tra le intenzionalità della Natura e le potenzialità della scelta nel comportamento umano nasce l'esigenza di reinterpretare su nuove basi sociali ed etiche, la primitiva autenticità.
Riconoscendo il carattere estremamente pragmatico delle istanze profonde e collettive della psiche non si può non percepire la necessità e l'urgenza di tale tensione morale nella disarmonia e contraddittorietà della realtà contemporanea.

Quanto è legata la sua concezione della Natura e il suo stile pittorico alle tematiche ambientaliste?

Molto ... io definisco il mio stile come "realismo ambientale" un richiamo, appunto, ad un interesse ed un impegno preminenti ...

E' evidente che dall'equa ripartizione delle risorse ambientali e dalla loro salvaguardia derivino molte delle problematiche sociali, politiche ed economiche presenti e future come d'altra parte appare imprescindibile un sano rapporto con l'ambiente in ogni progresso individuale e umano. Plaudo alla sensibilità e lungimiranza di tanti artisti che , pur nella disparità di stili e mezzi , ne denunciano il crescente squilibrio.
Personalmente, ho preferito una "trasmissione in chiaro" di questo messaggio tanto universale e "democratico" ritenendo inopportuno e contraddittorio , ridurne l'impatto comunicativo attraverso una imposta mediazione critica.
Nel mio stile espressivo la rappresentazione del paesaggio mira a tradurre l'elemento naturale nel suo corrispettivo psichico meta-personale per rendere il panorama interiore un luogo da tutti abitabile, ripristinare la risonanza intima col reale, risanare e ri-animare il mondo di questo "figlio" che postulando l'intelligenza oggettuale della Natura come altro da sé, naviga a vista e le cui aspettative di sopravvivenza, messe in forse dal disinteresse e dalla rimozione, dipendono esclusivamente da questa sua capacità di "visione" ...



Le è mai capitato di sognare un' opera da realizzare?

No…mai …mi è capitato di svegliarmi con un grande entusiasmo per una nuova opera senza sapere cosa sarei andato a realizzare.
Le mie opere non sono oniriche. Secondo me considerando che un artista dipinge in stato di veglia , la rappresentazione di contenuti onirici è una ricostruzione mnemonica di un stato non più attuale, non ha rispetto a qualsiasi altro soggetto rappresentato una valenza di maggiore prossimità con la polarizzazione della coscienza che è alla base dell'ispirazione.
Un opera d'arte è tanto più riuscita se attraverso uno stato di concentrazione fluida e ricettiva realizza un sano equilibrio tra la fascinazione inconscia e quel frammento di conoscenza che essa ricerca. L'Arte è conoscenza …un tipo particolare di conoscenza, non esente da disciplina,dal coinvolgimento delle funzioni superiori della mente, diversa pertanto dalla libera o comunque poco controllata espressione del mondo emozionale inconscio che è il sogno.


In una carrellata di sue opere appartenenti a periodi diversi si nota un processo evolutivo cha va da un atteggiamento contemplativo in cui la figura umana cosi come ogni altro elemento animato è pressoché assente ad un progressivo ripopolamento dell'ambiente naturale che approda, nelle opere più recenti, ad una radicale estroversione con l'introduzione del movimento e la rappresentazione di attività umane in presa diretta. Come spiega tale cambiamento ?


All'inizio usavo massivamente le spatole ed ero fortemente attratto da colori scuri, ancestrali ... non è rimasto nulla di tale produzione.
Poi c'è stato un radicale cambiamento nella mia tavolozza. Tornavo da un viaggio e dallo scompartimento osservavo il lavoro nei campi, la mia attenzione era focalizzata sulla loro irruente bellezza, amplificata dal sentimento appagato di rivedere la mia Terra. Da questa semplice ed universale esperienza contemplativa che mi ha accompagnato a lungo con la sua fascinazione, ho ereditato per sempre l'intuizione del legame dell'uomo con la natura, la luce e la vita. Ogni scorcio remoto e solitario appare, da allora, tuttalpiù, umbratile perchè ha in sè memoria della luce ...
La mia produzione più recente riflette un diverso paesaggio interiore ... un atteggiamento più estroverso. I colori freschi e vivaci sottolineano l'immediatezza e il movimento... in ossequio ad una tendenza assai pregnante nell'Arte contemporanea, le mie ultime opere appaiono quasi istantanee, come giustamente osservava, fotogrammi di "attività umane in presa diretta". Se la vita è necessariamente un viaggio nel proprio Tempo ... personalmente considero l'artista un viaggiatore "ingenuo" che per esprimersi necessita di rimanere tale ...


In ambito figurativo, quali esperienze dell'arte moderna e contemporanea considera importanti nell'elaborazione della sua concezione estetica?

La concezione artistica discrimina soggettivamente ciò che attrae, da ciò che é percepito, in varia misura, estraneo.
Amo il realismo di Hopper dove la rappresentazione oggettiva ha i confini dell' interiorità, il panteismo di Segantini con il suo sentimento sacrale della Natura, Fattori, Toma ... tra i contemporanei Guttuso ma anche De Chirico, Mirò per la componente surreale del suo astrattismo ...
Aldilà delle correnti stilistiche, ritengo molto importante nell'educazione del sentimento estetico, l'intuizione universale ed attuale espressa nelle opere di Monet, Renoir... Cèzanne, Gauguin, Van Gogh ... Matisse, klimt ...... Dalì ... per citare le personalità artistiche che più amo, mentre contesto la scelta stilistica propria del cubismo e non mi piace decisamente l'arte concettuale.
La motivazione che determina l'attrazione iperealistica presente nelle mie opere sta nel voler comprendere come oggetto "si rappresenti" tramite la sensibilità artistica e quanto esteso sia il concetto di realtà intesa come "processo" che l'arte indaga con una sua peculiare modalità, a mio avviso, espressione evoluta del pensiero pre-razionale e pre-verbale.
Tutto ciò che ha altra matrice non è Arte ... può avere il medesimo valore... ma non è Arte. Il pensiero razionale è evolutivamente legato al linguaggio ... un pensatore non è un artista, è un pensatore ... un poeta, un letterato non è un artista, ... è un poeta, un letterato ... le idee creano emozioni, passioni ... la parola può attivare le stesse funzioni psichiche che attiva l'Arte creando forme e immagini mentali ma l'Arte ha a che fare con la materia e il suo linguaggio, è una restituzione, un ritorno all'origine ... la realtà soggettiva, percettiva, emotiva ... psichica torna all'"Oggetto". Per questo amo l'arte che definisco "ingenua" dove la componente razionale, concettuale, sepur presente, non è dominante, amo il surrealismo ma non la pura astrazione, il simbolismo archetipico e intuitivo ma non concettuale, quest'ultimo non può esprimersi attraveso il segno e mancando di immediatezza usa la parola come una gruccia, rifiutando così la modalità che gli è più consona.
Il panorama attuale, assai complesso ed eterogeneo, sembra avere un denominatore comune nel rinnovato interesse per l'uomo e la sua autenticità. Sono incuriosito dalle attuali tendenze stilistiche che propongono il coinvolgimento di nuovi mezzi espressivi ma soprattutto interessato al contributo che artisti provenienti da culture profondamente diverse possono dare a questo nuovo umanesimo "esistenziale" nella convinzione che la molteplicità delle risposte riguardi i medesimi quesiti con i quali anche la mia produzione intende confrontarsi.


Ha sempre desiderato intraprendere questa professione? Quando diviene consapevole della sua inclinazione per la Pittura?


Per le attività artistiche in generale abbastanza precocemente. Ricordo che da bambino vinsi il primo premio tra centinaia di coetanei miei concorrenti,niente di che, una realizzazione infantile sufficientemente talentuosa perché mio padre mi consentisse di intraprendere studi artistici.


E' contento della sua professione?

Consapevole che seguire le proprie passioni è un lusso in un mondo sempre più disincantato e governato da logiche di profitto, più che contento.
Ad ogni modo l'interesse prevalente per la Pittura è successivo alle mie esperienze studentesche. In Accademia secondo i miei insegnanti con una buona ed innata padronanza di volumi e forme mostravo una propensione maggiore per la Scultura che per la Pittura dove peraltro non raggiungevo risultati meno che discreti. Con la rielaborazione in chiave personale degli apprendimenti , la pratica e l'impegno nella creazione di un mio stile ho gradualmente preso coscienza della profondità e vitalità di questa scelta.


Si separa volentieri dalle sue opere? Che tipo di rapporto lega un artista alla sua creazione ?


Per molti ,me compreso, il rapporto potrebbe definirsi paterno. Un padre pur in presenza di un profondo legame alleva i suoi figli nel desiderio di una loro collocazione ed autorealizzazione nel mondo al quale, in definitiva, appartengono. Come molti colleghi considero fisiologica la separazione che mi lascia sempre un po' assorto a immaginare che la scelta di una mia opera esprima la personalità di chi l' acquista e che questa non abbia solo in sorte di fare pendant col colore del divano ma divenga un elemento significativo ed apprezzato di una casa bella e vissuta.
Questo desiderio mi rende un pessimo mercante quando, aldilà dell'apprezzamento formale, riconosco un emozione autentica per un opera a cui tengo.


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